| The Critics |
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| "...la vivacità del suo temperamento e l'estro indocile, mai convenzionale, la inducono a misurarsi in sempre nuove esperienze. Conosco la pittrice da molti anni e non l'ho mai vista arrendersi e tirare i remi in barca. Ha un rapporto inquieto con la pittura. È aggredita dai colori ma non si fa dominare. Dipingere per lei è un'avventura, un rischio, una scommessa..." "...Negli acquerelli di Maria Luisa Stanzani si è proiettati, immediatamente, in una dimensione cromatica dalle tinte forti e vivaci. Non ci sono zone d'ombra o momenti di pausa ambigui. Gli elementi figurativi, in special modo gli animali, sembrano scaturire da questo vorticoso assemblaggio di colori, in maniera naturale e poetica, come per incanto. Viene rappresentato un mondo irreale e fantastico, senza ostacoli o contrasti, ogni elemento o sfumatura porta a giocare con l'immaginazione..." La favola pittorica di Maria Luisa Stanzani è estranea ad un approccio sistematico sul quale poi imbastire le cadenze grammaticali e sintattiche di una fredda ipotesi linguistica, ma è sostanziata da un istintivo piacere del dipingere, esterno a programmi di sorta, perché collocato a monte di ogni possibile strutturazione dei fini e dei mezzi dell'arte. L'opera non può dunque essere l'effetto di un artificio, ma un modo personalissimo di dialogare con una realtà segnata dalla gioia e dalla presenza delle cose, attratte nel raggio fisico dell'artista, ove si caricano della sua medesima energia vitale, così coinvolgente. Nella pittura della Stanzani non esistono cadute, né fragili malinconie, né zone grigie, ma la vibrazione continua di improbabili colori, che fa da legame agli idola di un racconto, i quali sembrano risucchiati a caso nello spazio della pittura. Occorre pertanto spogliarsi di ogni armatura concettuale se vogliamo essere trascinati da una ricca imagerie pittorica alle radici dello stupore, dove sotto il segno di una serena fantasia e di umorismo gioioso il flusso sorgivo della vita ed il battito delle emozioni interiori vengono traslati in immagini concrete. Rimane dunque l'evidenza dell'immagine, il suo rapporto con l'universo naturale, anche se il sentimento di cui la pittrice riveste le sue figurazioni sfocia immancabilmente in un significato pittorico. Il quadro diventa l'oggetto tangibile e di più del dialogo ravvicinato con la realtà, aperto senza produrre fratture alle più eterogenee evocazioni, in particolare quelle radicate in una sincerità inconsapevole ed al tempo sensibile dell'artista. L'intero itinerario dell'artista bolognese è attraversato da questa visione, unitamente ad un'altra costante, la dimensione cromatica, su cui la sua pittura è venuta via via crescendo, sino alla libertà e felicità espressive delle prove attuali. Questo vitalismo, che rivela nell'artista una certa esuberanza barocca, nella sua sincerità di espressione inspira una voce limpida e distesa, mai condensabile nel grido sonoro ed inarticolato del colore. BRUNO CECI
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